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Paddington in Perù - Recensione: la marmellata è aspra

Paddington in Perù aveva il compito di superare il meraviglioso capitolo precedente della trilogia: un'impresa ardua che a nostro avviso non è riuscita

Paddington in Perù è il nuovo film diretto da Dougal Wilson ed è l’ultimo capitolo della saga di Paddington, l’orsetto britannico più famoso del mondo.

 

Paddington (Ben Whishaw) continua a vivere con la famiglia Brown, che decise di adottarlo anni prima quando era appena arrivato a Londra.

Un giorno arriva un’inaspettata lettera: zia Lucy (Imelda Staunton) gli scrive dalla casa di riposo per orsi gestita dalle suore in Perù dicendo che sarebbe felice di vedere Paddington e salutarlo. 

La famiglia Brown si prepara per ricongiungersi a zia orso ma, una volta atterrati in Perù, Reverenda Madre (Olivia Colman) dice di non avere più notizie di Lucy, che sembra essere scomparsa misteriosamente.  

 

La notizia della scomparsa e la travagliata ricerca da parte di Paddington e parenti si intreccerà con un’altra misteriosa storia, che si concretizzerà con l’esistenza della leggendaria El Dorado. 

 

[Il trailer di Paddington in Perù]

 

 

Paddington in Perù riprende più o meno da dov’era rimasto il precedente e avvincente capitolo e crea un’altra grande avventura per l’amatissimo orsetto (non di pezza!) londinese. 

 

Quello che Paddington affronta è un viaggio classico, che inizia per un motivo (la sparizione della zia) che poi lo porterà a indagare addirittura su se stesso e sulle proprie origini.

Non si sa da dove l'orsetto venga realmente: fu salvato da zia Lucy e zio Pastuzo quando era piccolissimo e loro se ne curarono fin quando fu mandato a Londra. 

Prima di tornare in Perù Paddington non si è mai chiesto se ci fosse "un prima" rispetto agli zii e, in effetti, non se lo chiede nemmeno in questo film: la sua famiglia sono zia Lucy e i Brown, e lui non ha bisogno di altro. 

 

In Paddington in Perù, quindi, la scoperta del passato non è il fine ma il mezzo per arrivare a comprendere quel qualcosa in più di sé, che arricchisce la vita del morbido protagonista senza però sostituire i suoi rapporti personali. 

 

Sebbene Paddington in Perù abbia alcune trovate molto carine e fedeli ai film precedenti, riprendendo lo stesso humor inglese e la stessa slapstick comedy, non ho trovato particolare dinamismo, in un'opera davvero poco sorprendente sotto troppi punti di vista.

 

 

[Una scena di Paddington in Perù]

 

Paddington 2 ai tempi fu un’ondata di freschezza: un film per famiglie con temi molto cari - l’amore familiare, il rispetto verso il prossimo, il coraggio di essere buoni nonostante la cattiveria dilagante - che riusciva a unire citazioni cinematografiche grandiose in modo accattivante, mantenendo una propria personalità attraverso l’unione mai forzata di più generi.

 

Per Paddington in Perù, quindi, ci si aspettava altrettanto e anche di più. 

Al contrario sembra invece che quest’ultimo capitolo abbia fatto un passo indietro, tralasciando ogni possibile forma di innovazione. 

 

Il personaggio di Olivia Colman ha un infinito potenziale ironico che viene sfruttato solo all’inizio per pochi momenti, salvo poi essere abbandonato in modo indegno; la stessa cosa accade al personaggio di Antonio Banderas, Hunter Cabot, che inizia alla grande ma poi finisce per essere il più classico dei cattivoni. 

Anche i Brown non brillano: sono sempre stati al centro tanto quanto Paddington, ma qui restano sullo sfondo senza portare alcuna novità; in particolar modo i giovani Brown, che a stento pronunciano un paio di battute in tutto il film. 

 

I personaggi vecchi e nuovi di Paddington in Perù non hanno nulla a che vedere con il mago coreografo matto Phoenix Buchanan (Hugh Grant in una nelle sue più simpatiche interpretazioni da villain) o con l’insolente cuoco dal cuore d’oro Knuckles McGinty (Brendan Gleeson) di Paddington 2 e nemmeno la dolcezza di Paddington e il suo amore per le marmellate di arance riesce a distogliere dal fatto che non vi sia nulla di nuovo a bollire in pentola.  

 

Questo eccesso di linearità, degna solo di un primo capitolo, a mio avviso rende Paddington in Perù un film davvero poco interessante per chi ha amato le pellicole precedenti, creando una storia sicuramente coerente e piacevole, ma che non porta alcuna freschezza nell’ambiente del Cinema per famiglie e nell’universo di Paddington stesso.

___ 

 

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